No
alla ratifica dell’ESM,
il trattato che cancellerebbe la democrazia.
In questi giorni il Parlamento italiano sarà chiamato a ratificare il nuovo trattato intergovernativo europeo, ilMeccanismo di Stabilità Europea (ESM), che comporterà tagli draconiani e l’imposizione di condizioni degne delle repubbliche delle banane.
Attraverso metodi non-democratici i funzionari degli organismi finanziari potranno imporre misure che metteranno a rischio la sopravvivenza dell’economia e dei cittadini.
Come ha spiegato anche Lidia Undiemi nell’appello che ha circolato largamente sulla rete nelle ultime settimane – lo trovate a questo link sul Wall Street Italia – in realtà ai Parlamenti nazionali sarà chiesto di modificare l’art. 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, per approvare indirettamente l’ESM.
Ci sarà un dibattito pubblico?
I politici hanno discusso con la popolazione la bontà di
questo accordo nei mesi scorsi?
La risposta è NO.
Come per tutte le altre misure decise a livello europeo
negli ultimi anni.
Al solito, l’establishment sovranazionale si accorda su come salvare il sistema finanziario attuale, in fase di crollo da qualche anno, poi ordina agli stati di approvare.
I risultati potranno essere catastrofici: l’Italia sarebbe obbligata a ridurre il debito pubblico alla soglia del 60% del PIL entro vent’anni.
Tradotto: tagli di 45 miliardi di euro circa all’anno per i prossimi 20 anni.
Che fine farà lo stato sociale?
Che conseguenze ci sarebbero per sanità, istruzione, ma
anche strade e tutti i servizi locali?
Già con la politica del Governo Monti l’economia va verso la caduta libera, con la ratifica dell’ESM i conti pubblici potranno soltanto peggiorare man mano che le attività produttive soccomberanno alla crisi.
La Grecia è vicina, e con l’ESM si sancirebbe la possibilità per i burocrati sovranazionali di intervenire direttamente nella politica nazionale con impunità e senza appello.
La tematica ha già fatto tanto scalpore sulla rete, ma ora i tempi stringono.
Occorre passare ad una seconda fase, parlarne in ogni sede e organizzare una mobilitazione popolare, stoppiamo l’ESM, per prima cosa.
Facciamone una campagna di comunicazione forte, incisiva.
Da adesso in avanti NOBIGBANKS(siamo presenti su Facebook e suTwitter) passa alla fase due, per allargare la conoscenza della separazione bancaria e arrivare alla popolazione.
Vi invitiamo a usare per Twitter gli hashtag #separazionebancaria e #nobigbanks.
Teniamo sempre dritta la barra: “Salviamo la Gente, Riformiamo la finanza”.
Difendiamoci dalle minacce per la salute pubblica come l’EMS.
Ma ricordiamoci sempre che per costruire l’alternativa alla folle politica di austerità il primo passo è Glass-Steagall.
Frattanto, continua la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall,
vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri
contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks
Questi alcuni commenti dei firmatari:
Firmo x un sistema più equo, basta speculazione. Le banche tornino a fare quello che facevano in origine. Elena P.
grazie per questa petizione, la separazione bancaria è l’unico vero modo per uscire dall’attuale crisi finanziaria e ricominciare ad essere liberi. Ferdinando C.
Firmo e invito a firmare. Perché è giusto. Marilena F.









